In Italia il mercato dell’industria 4.0 ha raggiunto nel 2019 un valore di 3,9 miliardi di euro, con un forte incremento rispetto agli anni precedenti.

 

Nel 2019, nello specifico, si sono incrementate le applicazioni 4.0 nelle imprese italiane: il 40% ha investito più del 2018 e in media oggi se ne contano 4,5 per azienda, con una forte accelerazione in particolare di soluzioni Cloud e Analytics per la Supply Chain, oltre che IoT per le fabbriche, mentre si affacciano le prime applicazioni di Artificial Intelligence (il 7% ne ha già implementato qualcuna).

 

Molte aziende si sono trovate costrette, durante la pandemia, a cambiare profondamente i loro processi produttivi e organizzativi. Se prima, per esempio, l’utilizzo della tecnologia per eseguire da remoto i collaudi di impianti installati in giro per il mondo era scarso, adesso è diventato una necessità visto che funziona, costa meno, il cliente è soddisfatto e i rischi per i dipendenti sono minori in una situazione di pandemia globale non ancora risolta. In questo scenario l’azienda potrà creare altri servizi in remoto, manutenzione, consulenza, gestione eccetera. Quindi si potrà pensare di lanciare nuovi business che creano valore, nuovi servizi, perché nel business tutto sta prendendo la forma del servizio.

 

Durante l’emergenza sanitaria le aziende sono state spinte inoltre all’adozione di pratiche di Smart Working per tutto il personale indiretto e le tecnologie digitali sono diventate strumenti indispensabili per reagire alla crisi.

 

Nei prossimi mesi, le tecnologie IoT permetteranno di migliorare il distanziamento sociale nei luoghi di lavoro, localizzando e tracciando i percorsi, oppure utilizzando veicoli a guida autonoma nella logistica interna. Modelli e simulazioni attraverso dati in real time permetteranno di realizzare analisi per rispondere all’incertezza. Piattaforme di teleconferenza consentiranno la gestione da remoto di riunioni, trattative commerciali, revisioni e collaudi. Piattaforme di design collaborativo, simulazioni di processo si diffonderanno nello sviluppo prodotto. Soluzioni di Advanced Human Machine Interface, di virtual commissioning e di teleconferenza permetteranno l’esecuzione da remoto di attività operative come interventi manutentivi, installazioni e collaudi al cliente.

 

Per il 2020, si prevedeva una crescita dell’Industria 4.0 in linea con il trend del 2019, tuttavia, per effetto della pandemia, le previsioni oscillano tra uno scenario ottimistico di chiusura dell’anno quasi in linea con il budget stabilito inizialmente, e uno pessimistico, con una contrazione del fatturato 4.0 del 5-10%.

 

Secondo alcuni economisti, questa che stiamo vivendo non è una crisi dell’offerta o della capacità produttiva, ma della domanda.

Il Covid ha rimesso in discussione le nostre vite ed ha messo in luce debolezze e problemi che oggi sono chiari. Ha tracciato una direzione che sarà inesorabile, accelerando un percorso di digitalizzazione dal quale non possiamo più fuggire. E’ chiaro che per rigenerare domanda occorre avere la capacità come Paese di irrobustire il nostro tessuto industriale, facendo leva su questa lezione del Covid per rendere più solide, produttive, digitali e flessibili le nostre aziende.