L’automazione industriale è sempre di più al centro dell’attenzione in questi ultimi anni non solo per la spinta dovuta all’industria 4.0, ma anche per la sua capacità di migliorare l’efficienza e di incrementare la sostenibilità dei processi.

 

Oggi l’automazione può essere classificata in due funzioni: rigida o flessibile.

 

L’Automazione flessibile riguarda la gestione dei materiali e dei prodotti, le operazioni di processo vero e proprio e le operazioni di assemblaggio o di verifica svolte da sistemi di navette automatizzate e da robot che possono muoversi liberamente nello spazio.

 

L’Automazione rigida denota quei sistemi nei quali la sequenza delle operazioni di fabbricazione o assemblaggio è determinata dalla configurazione dei macchinari basati su catene cinematiche.

 

L’automazione è sicuramente oggi strettamente connessa alla sostenibilità. Basti pensare che le apparecchiature e le soluzioni di automazione non solo consumano meno energia, ma sono anche in grado di migliorare i processi attraverso i sistemi di gestione delle risorse, il tutto con l’obiettivo di aumentare la capacità produttiva senza investire in ampliamenti e/o nuovi impianti ed evitare gli sprechi.

 

Ma cosa si intende in generale per automazione? L’automazione è la capacità non solo di dare “autonomia” al sistema corredandolo di sistemi di movimentazione per lo più elettrica, ma anche capacità di elaborazione: cioè la capacità di osservare (sensori) e decidere in modo autonomo (logica) cosa fare.

 

Il linguaggio dell’automazione viene ancor di più influenzato dal linguaggio del digitale con l’adozione di sistemi cloud con capacità di analisi e predizione delle performance e dello stato di salute del sistema.

 

Sono tantissime le novità che vengono proposte soprattutto in relazione ad altri domini tecnologici. Digitale, robotica, intelligenza artificiale, macchine collaborative sono alcuni dei temi stanno diventando complementari all’automazione industriale. Uno dei punti di forza è il fatto che queste tecnologie non solo stanno permeando il contesto industriale ma lo stanno anche portando a esplorare nuovi ambiti applicativi. Le tecnologie dell’automazione trovano impiego, infatti, in tutte le dimensioni di impresa.

 

Ma se i vantaggi sono molto chiari e ben definiti quali sono i rischi di un’automazione sempre più spinta?

 

Va premesso che il processo di produzione dei prodotti come concepito nell’ultimo secolo non può esistere senza una qualsiasi forma del lavoro. Inoltre, quelli che sono i rischi, in realtà rappresentano delle nuove opportunità. Primo fra tutti il rischio di ritrovarsi con una forza lavoro sostituita dalle soluzioni automatiche. Ma il punto principale non è la perdita di un posto di lavoro, ma soprattutto una riqualificazione delle competenze che nuove mansioni richiedono. Si tratta di rendere più sostenibile il luogo di lavoro favorendo la differenza di genere e supportando azioni che tengano conto dell’invecchiamento della forza lavoro. L’automazione è sempre di più uno strumento collaborativo dove uomini e macchine si supportano e si integrano con le loro specificità.

 

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