Quando si parla di manutenzione evoluta in ambito industriale, sempre più spesso si fa riferimento al Condition monitoring. Che può in effetti rappresentare una formula in grado di cambiare l’approccio tradizionale e allungare la vita di macchine e impianti. Ma che cosa significa esattamente? Volendo dare una definizione, il condition monitoring è un particolare approccio alla manutenzione che si propone di monitorare la salute e la sicurezza della macchina attraverso i dati rilevati dei sensori, adibiti a misurare le vibrazioni, la temperatura e altri parametri prodotti in tempo reale.

 

Come si fa il condition monitoring

Come può essere realmente effettuata la “manutenzione secondo condizione”?

Innanzitutto, il condition monitoring si basa sull’utilizzo di sensori smart che rappresentano l’elemento chiave per ottimizzare performance e sicurezza degli impianti.

Ad esempio, l’analisi delle vibrazioni può rilevare problemi come squilibri, guasti ai cuscinetti, allentamenti meccanici, disallineamenti, risonanze e frequenze naturali, guasti del motore elettrico ecc. Un’altra possibilità è relativa all’analisi degli olii, che può essere utilizzata per analizzare lo stato dei lubrificanti dei macchinari, la contaminazione e l’usura della macchina.

Un ulteriore metodo di condition monitoring è il test delle emissioni acustiche, con cui si cercano di individuare segnali ad alta frequenza causati da crepe o urti.

Questi e altri parametri vengono poi tramessi ai moderni software e piattaforme per il condition monitoring, aiutando a identificare con celerità i possibili ed eventuali degradi delle apparecchiature.

 

Il ruolo del condition monitoring nella manutenzione predittiva

Questa capacità del condition monitoring rappresenta la base per mettere in atto una vera e propria strategia di manutenzione predittiva: i software di condition monitoring, incrociando le anomalie eventualmente rilevate con i dati storici e opportuni algoritmi di machine learning appositamente creati, infatti, sono in grado di stimare l’autonomia rimanente della macchina, individuando anche la probabilità di guasti o veri e propri stop. Chiaramente un approccio di questo tipo cambia completamente l’approccio tradizionale alla manutenzione, tipicamente basato sull’invio di squadre di manutentori per verificare da vicino le condizioni dei macchinari, a intervalli regolari. Oppure, molto spesso, l’intervento soltanto a guasto avvenuto.

 

I benefici più evidenti del condition monitoring:

  • Riduzione di imprevisti, guasti macchina e tempi di inattività.
  • Prolungamento della durata di vita di componenti e macchinari.
  • Tempestività degli interventi.
  • Riduzione generale dei costi legati alla manutenzione.
  • Eliminazione di sprechi di tempo da parte di tecnici.

 

La riduzione dei costi della “manutenzione secondo condizione”

In generale, il monitoraggio a distanza abilitato dal condition monitoring permette di ridurre in maniera consistente i costi legati alla manutenzione, evitando buona parte delle uscite non necessarie delle squadre di manutentori. Anche perché, basandosi sulla sola metrica statica delle sole ore di funzionamento, il rischio in agguato è quello di effettuare più uscite di quante sarebbero state effettivamente necessarie, con relativi costi aggiuntivi.

In altre parole, il monitoraggio delle condizioni (di macchine, infrastrutture e impianti) è uno strumento di pianificazione che consente una visione più efficace della pianificazione e della gestione delle risorse, consentendo di eseguire la manutenzione prima che si verifichi un effettivo guasto funzionale. Un altro aspetto da non trascurare è l’aumento della sicurezza sul lavoro: gli improvvisi guasti occasionali possono avere conseguenze anche molto gravi, sia per il personale che per l’ambiente circostante.

 

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